La Toyota Aygo X (da leggersi Aygo Cross) è una citycar con lo stile di una crossover: alta da terra, ha ruote di grande diametro (17 o 18 pollici, in base alla versione) e protezioni nere sui passaruota. Moderna e accattivante, in tutti gli allestimenti tranne quello “base” ha una verniciatura bicolore (il tetto e la parte posteriore sono nere) che mette in evidenza il taglio delle porte “a freccia”. Prevista anche una versione con il tettuccio in tela a tutta lunghezza, apribile elettricamente; è ancor più sbarazzina, ma un po’ più rumorosa e con meno spazio in altezza per chi sta dietro. Pianale, sospensioni e sterzo derivano da quelli della più grande Yaris, il motore e il cambio manuale sono ripresi quasi senza modifiche dalla vecchia Aygo. Rispetto a quest’ultima, una delle citycar più compatte, la Aygo X è cresciuta molto nelle dimensioni: 24 cm in lunghezza, 7 in altezza e ben 13 in larghezza. Nei parcheggi non è certo un vantaggio, ma va detto che la “X” è comunque “a prova di città”, e insieme agli ingombri è cresciuto un po’ anche il bagagliaio, ora discreto per capienza; bene i posti anteriori, sufficientemente comodo il divanetto (l’auto è omologata per quattro) ma i finestrini piccoli tolgono un po’ di luminosità e l’accesso richiede qualche contorsione. L’abitacolo è curato nello stile, negli abbinamenti di colore e nei montaggi, anche se i materiali e i dettagli sono economici: c’è parecchia lamiera verniciata a vista, i vetri posteriori si aprono a compasso e ci sono solo due bocchette orientabili (non comodamente) nella plancia; ottimo il sistema multimediale, molto ricco di funzioni, e parecchie le informazioni fornite dal cruscotto (peccato che il contagiri, a led, informi in modo approssimativo sul regime del motore). La Toyota Aygo X si guida facilmente: segue le traiettorie con precisione e rolla poco in curva. Il 1.0 a tre cilindri ha un grosso pregio: consuma poco, su qualsiasi percorso. Per avere un po’ di sprint va sfruttato agli alti regimi, dove la sua “voce” arriva poco filtrata nell’abitacolo. Il discorso vale soprattutto per la versione con il cambio automatico CVT: è comodissima e fluida nel traffico, e comunque finché non si va forte, mentre quando si accelera a fondo, come nelle salite o nei sorpassi, il 1.0 schizza a 6000 giri e fa troppo baccano. La Toyota Aygo X si dimostra sicura per i tanti “aiuti” elettronici forniti di serie, inclusi la retrocamera, la frenata automatica anche in presenza di pedoni e ciclisti, il centraggio in corsia e il cruise control adattativo. Accessori di cui sono prive auto che costano tre volte tanto.
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